Oltre l’albero…

“Oltre l’albero” è il titolo, sibillino e accattivante, del libro della straordinaria illustratrice belga Mandana Sadat, edito da Artebambini.

In copertina troviamo il profilo contorto e rugoso di una vecchietta (forse una strega?), che guarda il lettore di sbieco e, sorridendo, socchiude le labbra nell’atto del parlare, o meglio, del “narrare”. A rafforzare questa sensazione c’è l’espediende grafico del titolo: le parole sembrano uscire direttamente dalla bocca dell’anziana signora, come in un fumetto. Il titolo inoltre si incurva verso l’alto, alludendo ad un climax crescente, e finisce in tre puntini di sospesione che spingono il lettore ad aprire il libro con una certa aspettativa ed una curiosità speziata di timore.

Subito si rimane spiazzati dinanzi alla differenza stilistica tra la copertina e le prime pagine: il volto dell’anziana narratrice, infatti, è molto lavorato e ricco di dettagli, mentre la foresta e la bambina, protagonisti delle pagine iniziali, sono poco più di un semplice segno grafico. Questa differenza stilistica diventa più marcata procedendo nella lettura: la bambina, esile e leggera come una traccia di matita, si trova dinanzi ad una casetta, la cui finestra è colorata di giallo, con la stessa tecnica coloristica della copertina. Ed al di là della finestra la meravigliosa immagine a mezzo busto della nostra vecchina: una tavola che occupa le pagine centrali, scura, travagliata, con pesanti masse di colore graffiato, sofferto e quasi appiccicoso. La vecchia strega è assorta in un concentrato silenzio: sta meditando, in compagnia della sua ombra oscura, ingobbita e con gli occhi chiusi, le mani artigliate strette l’una all’altra e le labbra serrate in un’espressione che pare precedere un urlo. Ci si aspetterebbe una risata malefica voltando pagina!

La bambina, sottile, indifesa e frivola, resta chiaramente sconvolta da tanta intensità e fugge a nascondersi dietro un albero esile quanto lei. La fuga è però inutile: è chiaro che la bambina non è sfuggita alla vigile strega. La donna esce di casa ed incombe sulla piccola, ma non l’aggredisce; si siede dall’altro lato dell’albero ed ancora si rinchiude nel suo silenzio. Improvvisamente però apre gli occhi e le labbra e pronuncia le parole magiche: “c’era una volta…”

C’è una forza ancestrale in questa frase e da essa prende forma la figura di un drago. La creatura attira l’attenzione della bambina e la invita a giocare, invito che lei non si lascia certo sfuggire! Le pagine che seguono sono gioiose e poetiche. Alla fine la strega socchiude di nuovo le labbra ed il drago scompare.

La storia si conclude nella commovente tavola finale con la strega e la bambina sedute vicine, che si guardano e si sorridono. Le gote della bambina, fino ad ora rappresentata in bianco e nero, hanno acquistato una nota di colore e sono rosse, quasi la piccola si fosse arricchita di un qualcosa.

“Oltre l’albero” ha indubbiamente molteplici significati: è un racconto sulla paura, sull’incontro, la crescita e soprattutto sulla forza della narrazione. L’immagine della strega è un concentrato di energia creativa pronta ad esplodere! Un vero e proprio calderone di storie! E la bambina, così semplice e “immatura” è il ricettacolo perfetto per queste ultime.

“Oltre l’albero” è un racconto sul raccontare: il raccontare oltrepassa le differenze, stabilisce un legame, abbatte la paura e permette all’affetto di mettere radici.

 “Quando l’immagine di un adulto che legge a un bambino scende dalla mente al cuore scatena un flusso di ricordi inarrestabile e porta in superficie una ricchezza che non sapevamo di possedere ma che ci ha accompagnato per tutta la vita, rendendocela probabilmente migliore.” (Rita Valentino Merletti) www.ritavalentino.it

“Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara.” (Daniel Pennac)

About fatinafaina

Appassionata di arte e letteratura, non può che andare pazza per quei libri che uniscono entrambe le sue passioni: i libri illustrati.
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