Ombra


“Ombra” è l’evocativo titolo dell’ultimo libro illustrato, pubblicato da Corraini edizioni, della talentuosa e pluripremiata artista coreana Suzy Lee. Come sempre, gli illustratori orientali si distiguono per quella loro incredibile e peculiare semplicità del segno, che è possibile raggiungere solo grazie alla famigliarità con il disegno, alla riflessione ed al minuzioso studio della pagina. I bambini dai quattro anni non avranno problemi a comprendere quest’opera, che sicuramente farà arrovellare il cervello di molti adulti.

Prediligendo, ancora una volta, il bianco e nero, macchiato solo qua e là da spruzzi di colore giallo, Suzy Lee riesce a mettere sulla carta il mondo dell’infanzia, catturandone non solo il lato luminoso, la purezza e l’innocenza, ma anche l’immancabile doppio, il “Dark Side”, con il suo alone di inquietudine e paura. Anche il verso orizzontale di lettura della storia e la struttura del libro, che alterna una pagina sul mondo reale ed una su quello dell’ombra, come in uno specchio, rafforza le intenzioni dell’autrice. D’altra parte il “doppio” è uno dei temi più cari a Suzy e la duttilità dell'”ombra” sipresta meravigliosamente al suo gioco.

Chiunque, almeno una volta, si è cimentato nell’antica pratica di giocare con le ombre o, in ogni caso,  è caduto vittima del fascino  dell’ombra o dell’oscurità in generale. La protagonista del libro di Suzy Lee è una bambina che, appunto, nell’affascinante contesto di un garage o di una cantina, non fa altro che giocare con la sua ombra proiettata forse su un muro o sul pavimento. I giochi dei bambini, però, sono una cosa seria e ben presto il mondo deliziosamente oscuro a cui la piccola protagonista da vita con l’immaginazione, prende il sopravvento, fino a mischiarsi con la realtà per arrivare addirittura a dominarla.

Suzy Lee ha un’incredibile capacità nel gestire la struttura delle pagine e, quasi fosse uno scherzo da ragazzi, riesce a fare immergere il lettore nella nuova realtà della piccola protagonista, rendendolo partecipe del girotondo incantato di ombrosi lupi, sfuggenti conigli, minacciosi coccodrilli, principesse danzanti ed amichevoli elefanti. E quasi dispiace, quando al culmine del gioco, il velo magico viene squarciato dalla voce tonante della madre, che grida: “E’ pronta la cena!”, unico testo scritto nell’intero libro, quasi a volerci dire che la parola scritta è prerogativa del mondo adulto e che ai bambini in fondo non serve.

Bellissimo l’uso del giallo, opposto al bianco e nero, come la luce è opposta al buio. Già in copertina si nota la presenza di questo magico colore, che come sottolineava Kandisky è il colore del sole, che si espande e ci ingloba: è il vestito della bambina ad essere giallo, ovvero è lei la portatrice della luce, è solo lei che può dare vita all’Ombra. Scorrendo le pagine, colpisce poi, la scelta di Lee di riempire di giallo le pagine, non del “mondo reale” ma del mondo immaginario delle Ombre. Ciò che forse l’artista ci vuole dire è che è impossibile scindere la luce dall’ombra? Che l’ombra vive grazie alla luce? E che quindi, chi gioca con le ombre, in fondo non fa altro che giocare con la luce.

“Una persona spesso finisce con l’assomigliare alla sua ombra.” Rudyan Kipling

About fatinafaina

Appassionata di arte e letteratura, non può che andare pazza per quei libri che uniscono entrambe le sue passioni: i libri illustrati.
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